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La vicenda dell’emigrazione italiana in Svizzera aiuta a comprendere il presente [Il Frontaliere, 01.02.2018]

La vicenda dell’emigrazione italiana in Svizzera aiuta a comprendere il presente
Lo storico Toni Ricciardi spiega la nuova mobilità

di Dario Campione, Il frontaliere, 01/02/2018

Esiste ancora la Svizzera di Nino Garofali? «Non lo so ma non so- no sicuro che sia del tutto scomparsa». Lo storico Toni Ricciardi riflette da anni sui cambiamenti avvenuti nelle società̀ europee per effetto delle migrazioni. E a distanza di 45 anni rilegge senza illusioni consolatorie anche la storia di Giovanni Garofali, detto Nino, lo straordinario personaggio interpretato da Manfredi in Pane e cioccolata, film scritto e diretto nel 1973 da Franco Brusati. Un cameriere ciociaro in cerca disperata di riscatto il quale immagina di riprendersi il futuro dimenticando l’Italia e integrandosi nella ricca ma osti- le Svizzera.

Ricciardi è l’autore di Breve storia dell’emigrazione italiana in Svizzera. Dall’esodo di massa alle nuove mobilità (Donzelli, 2018, pagine XIV-250, euro 19,50), un testo che, come ogni buona ricerca storica, analizza a fon- do il passato per capire meglio il presente. Ovvero, la ripresa di una nuova mobilità italiana verso la Svizzera. Fenomeno che, dice Ricciardi «non è soltanto fuga di cervelli, ma anche ricerca di condizioni migliori di vita o semplice emigrazione economica». Qualcosa che apre scenari in parte già̀ visti e rischia di riproporre questioni risolte in passato in modo contraddittorio. D’altronde, la migrazione italiana in Svizzera, spiega ancora Ricciardi, è «un unicum senza precedenti. E l’avversione contro gli italiani che si avverte in Ticino è figlia della narrazione di un decennio, ma anche frutto della paura, lo strumento più̀ potente della politica». Un sentimento che altrove, in Svizzera, non c’è.
Nel momento in cui aumentano le difficoltà economiche, le percezioni cambiano. «Soprattutto in Ticino, il territorio della frontiera anomala, il mondo collocato tra il “non più̀” e il “non ancora”», tra l’Italia e la Svizzera interna.
Le pagine di Ricciardi illuminano questo mondo. Danno voce e corpo a una storia di uomini e donne che non si può̀ e non si deve dimenticare. Una storia che, conosciuta più̀ a fondo, potrebbe sicuramente aiutare tutti a comprendersi meglio.

 

 

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